Modello operativo

Introduzione

Il modello proposto prevede quindi un’integrazione virtuosa tra i progetti (a) per le nuove forme di assistenza residenziale o remota, (b) per l’adattamento o la costruzione di residenze per anziani o persone autosufficienti, semi-autosufficienti o non-autosufficienti, (c) per il supporto e l’integrazione di soggetti in condizione di disagio, (d) per la valorizzazione del patrimonio umano e di competenze che i soggetti assistiti potrebbero esprimere a favore della collettività.

Nuove forme di assistenza

La formula dell’assistenza residenziale o remota è composta da due elementi: tecnologie e persone. Riteniamo però che siano gli interessi e i bisogni delle persone a dover guidare la scelta, l‘adozione e l’uso delle tecnologie e questo non per un timore della civiltà delle macchine, bensì perché senza la fattiva collaborazione degli assistiti e degli assistenti non si potranno mai raggiungere i risultati migliori. Il nostro principio ispiratore sarà quindi inclusivo nei confronti delle scelte tecnologiche.

Anni oro sono, nel progettare dei servizi basati sulle tecnologie digitali e sulla connettività internet per soggetti parzialmente abili, e per ciò confinati a casa, ad un certo punto della discussione uno dei soggetti coinvolti ci guardò e ci chiese: ma secondo voi ci interessa di più parlare attraverso un monitor o uscire e incontrare le altre persone? Il progetto, per quanto utile, innovativo e ragionevole non era inclusivo bensì esclusivo: inconsciamente stavamo lavorando per tenerli a casa ma non era quello il loro bisogno primario; avevano la necessità degli strumenti digitali ma non per essere ancora di più isolati.

Sul lato tecnologico, il nostro modello prevede una raccolta sistematica e totale dei dati relativi alle modalità di erogazione del servizio e ai parametri sanitari che vengono misurati per costruire una base dati capace di creare valore aggiunto sulle tematiche specifiche oggetto di assistenza e sulle modalità di assistenza stessa.

Residenze

La progettazione è una sfida che deve rispondere a tre elementi ispiratori.

Il primo è quello del cosa. Che cosa può e deve avvenire all’interno delle residenze; quali sono le iniziative che hanno luogo al loro interno e a chi sono indirizzate? Quali sono le attività che possono essere svolte in uno spazio che nulla vieta sia pure produttivo?

Il secondo è quello del come. Dando per scontato che siano efficienti ed efficaci: efficienti nella misura in cui devono essere concepite per rendere funzionali le attività principali di assistenza che si svolgono all’interno ed efficaci nella misura in cui devono consentire un raggiungimento del miglior servizio possibile, come devono essere immaginate nell’idea architetturale per assolvere anche alle necessità del cosa?

Il terzo è quello del dove. Non possono e non devono essere immaginate come luoghi belli ma separati dal tessuto urbano e sociale della città in cui sono costruite; devono viceversa essere concepite in modo inclusivo rispetto alla vita della comunità cittadina.

Immaginiamo luoghi simili all’idea degli alberghi diffusi che sono stati capaci di rivitalizzare borghi o paesi abbandonati o in via di sparizione restituendo nuove prospettive capaci di valorizzare il tessuto esistente.
Immaginiamo luoghi in cui giovani possano avviare le proprie attività innovative, meglio note come StartUp, accanto e all’interno di queste residenze assistite diffuse. Tutti hanno bisogno di Internet ad alta velocità.
Immaginiamo luoghi dove le residenze diffuse siano destinate a case famiglia o residenze protette per giovani madri.
Immaginiamo luoghi dove si possano recuperare e valorizzare in chiave moderna mestieri antichi.
Immaginiamo luoghi in cui si possano avere spazi di doposcuola non solo per le famiglie che non possono pagare il doposcuola ma anche per quelle che hanno lì i propri cari.
Immaginiamo luoghi dove la formazione permanente viva una dimensione di reciprocità per tutti i soggetti coinvolti.
Immaginiamo luoghi che abbiano giardini ed orti.
Immaginiamo dei luoghi che siano concepiti da giovani architetti e designer
Immaginiamo luoghi così. Che siano dimore e non parcheggi multipiano.